domenica 3 aprile 2016

@denteo renzini: quelli del mio partito fanno il pieno alla pompa bianca del ippere , mai alla totalerg. la mia amica moana dei boschi invece non fa' il pieno ma le pompe

Siamo alle comiche. Il Bomba ha annunciato che querelerà Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle perché hanno osato dire ciò che è sotto gli occhi di tutti, cioè che questo è un governo asservito alle lobby del petrolio e delle banche, invischiato in conflitti di interessi giganteschi, che fa leggi non per i cittadini, ma per garantire gli affari del compagno dell’ex ministro Guidi o per salvare la banca del padre della Boschi.
Il Presidente del Consiglio non eletto da nessuno, regista e artefice di tutto ciò, non digerisce che gli si dica chiaro e tondo che lui e la sua maggioranza sono complici di questo scempio. Vorrebbe tutti zitti e buoni mentre lui porta avanti politiche che fanno gli interessi dei petrolieri e inquinano l’ambiente. Non gli piace che qualcuno dica: “sapevate tutto e quindi siete complici e collusi di ciò che avvenuto”. Eppure i fatti di Trivellopoli sono chiarissimi: l’emendamento pro Total è stato smascherato per ben due volte dal M5S, prima alla Camera quando provarono a inserirlo nello Sblocca Italia e poi al Senato, quando il governo stesso lo infilò dentro la Legge di Stabilità, blindandolo con il voto di fiducia. Anche in questa occasione Il M5S denunciò questo ennesimo colpo di mano in Aula: il senatore Andrea Cioffi disse chiaramente che qualcuno stava suggerendo al governo una norma che sbloccava l’impianto di Tempa Rossa davanti ad un Aula che poco dopo votò la Legge di Stabilità, consapevole di ciò che conteneva. Il PD e la maggioranza sapevano cosa stavano votando, e a dichiararlo è lo stesso ministro Guidi che per difendersi ha detto “tutti sapevano di quell’emendamento”. Se tutti sapevano, allora tutti coloro che hanno votato a favore di quella norma avrebbero le mani sporche di petrolio, sarebbero ‘collusi’ con questo sistema.
Il problema, per il Bomba, non è lo scandalo che travolge il suo ministro e il suo intero governo, per lui lo scandalo è il Movimento 5 Stelle che denuncia ciò che è accaduto. Per questo annuncia querela, per provare a intimidire e imbavagliare la voce di chi non fa parte di questo sistema marcio, la voce di chi osa mettergli i bastoni tra le ruote. Peccato che questa voce rappresenta 9 milioni di italiani onesti che non ne possono più. Questa voce il bomba non può zittirla, le sue minacce di querela non serviranno a nulla se non a rafforzarla. Ed è indecente vedere che davanti ad uno scandalo di tale portata, il Presidente non eletto invece di fare i bagagli e andarsene a casa con tutto il suo governo, non trovi di meglio da fare che denunciare la principale forza di opposizione che fa il suo lavoro legittimo. Il Bomba dovrebbe ricordarsi la storia di Mario Chiesa, il primo arrestato che diede inizio alla lunga serie di arresti di Mani Pulite: fu proprio una sua querela per diffamazione ad incastrarlo e a dare il via a Tangentopoli. Trivellopoli invece è appena iniziata. E ora #Querelacitutti!".
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