mercoledì 8 marzo 2017

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Presidente Gentiloni, siamo agli ultimi mesi prima della caduta del vostro impero. Lei è l’ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri dell’era dei partiti. E come al tramonto di ogni era, l’ultimo in carica gestisce il suo mandato assistendo inerme alle conseguenze drammatiche delle politiche di chi l’ha preceduto, mentre i cortigiani arraffano tutto quello che possono e scappano.

Il suo Governo è il più debole, il più silenzioso e per questo anche il più ipocrita. E’ l’ultimo. Assiste al declino del nostro Paese in panne, bloccato dai veti incrociati della sua maggioranza frammentata. Avete provocato danni al nostro Paese al pari di una guerra mondiale. Non potrà essere lei a risolverli, significherebbe smentire il suo stesso partito, Presidente Gentiloni, i suoi stessi voti dati in Parlamento, le sue stesse decisioni, i vostri stessi compromessi. Significherebbe ammettere la vostra incapacità e la vostra malafede.
Lei non è neanche il capo di questo Governo, altrimenti dopo che è scoppiato lo scandalo Consip, avrebbe fatto dimettere il Ministro Lotti, viste le accuse pesantissime a suo carico. Ma non ha la libertà per farlo. Come evidentemente non ha la libertà di rimuovere nessuno dei protagonisti di questa vicenda che restano tutti al loro posto. Come l’AD di Consip Marroni.
Lei è l’ultimo di una stirpe di Presidenti del Consiglio mai passati per le elezioni, che hanno sempre ricevuto il sostegno incondizionato del partito democratico e di una serie di parlamentari che hanno contribuito al mercato delle vacche più grande della storia della Repubblica. Guardi la sua maggioranza, eravate 3 gruppi quando siete entrati qui alla Camera, oggi ne siete 9 tra gruppi e componenti varie, con i vostri continui cambi di casacca per assicurarvi la maggioranza avete fatto diventare il gruppo misto il terzo partito di quest’aula, qui dentro si sono votate le leggi più sanguinarie della storia della Repubblica grazie a chi ha tradito il mandato elettorale. C’erano 10 tra gruppi e componenti all’inizio della legislatura qui dentro, oggi ce ne sono quasi 20. La maggior parte delle sigle presenti, neanche esistevano sulla scheda elettorale delle ultime elezioni politiche.
Siamo la legislatura con il più alto numero di cambi di casacca della storia. E anche questo è merito vostro. Siete ormai un’aristocrazia sul viale del tramonto che per evitare di far votare i cittadini italiani, ha fabbricato governi in provetta, mettendoci a capo tutti i profili di premier possibili e immaginabili.
Nel 2012 il Pd ha sostenuto Professor Monti e la sua squadra di bocconiani, passati alla storia per la più infame riforma delle pensioni della storia del nostro Paese, meglio conosciuta come riforma Fornero: un milione di italiani a cui è stato impedito di andare in pensione e un milione di giovani italiani espulsi contemporaneamente dal mondo del lavoro. L’avevate fatta per ridurre il debito pubblico. Come sta oggi il debito pubblico? E’ di nuovo a livelli record. Quindi questa riforma è inutile
Dopo le elezioni politiche del 2013 - dove il movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica italiana - avete rieletto per la seconda volta lo stesso Presidente della Repubblica che ci ha regalato a capo del Governo il giovane democristiano Letta, che passerà alla storia per aver traferito in una sola notte 7 miliardi e mezzo di euro alle banche. Quella notte, mentre qui si votava in maniera illegittima quella legge voi della maggioranza del Pd intonavate bella ciao, roba da far accapponare la pelle.
Letta lo avete usato anche per aumentare l’Iva al 23% e poi lo avete licenziato con uno #staisereno e avete insediato a Palazzo Chigi quello che tutti ricorderanno come il più bugiardo dei primi ministri italiani: Matteo Renzi. Aveva promesso di occuparsi della scuola, ha massacrato gli insegnanti con la buona scuola, voleva aiutare i lavoratori ed ha abolito l’articolo 18, liberalizzato i voucher e eliminato per sempre il contratto a tempo indeterminato. Voleva aiutare i poveri e uno dei suoi ultimi atti è stato provare a finanziare il golf con 97 milioni di euro. Lo hanno mandato a casa il 60% degli italiani con il voto al referendum.
Poi è arrivato lei Presidente Gentiloni. Il suo primo atto politico? Un decreto per trasferire 20 miliardi di euro alle banche italiane. Dopo 4 anni passati a dirci che non c’erano soldi per il reddito di cittadinanza, per le forze dell’ordine, per le imprese italiane, per il fondo per le disabilità, ha cacciato fuori dal cilindro 20 miliardi. Complimenti!
Oggi viene qui a chiederci di impegnarla sui punti fondamentali per l’Italia da portare in discussione nel Consiglio dell’Unione Europea. Ma quando mai voi del PD siete andati in Europa per aiutare gli italiani?
Negli ultimi 5 anni avete:
1) Inserito in Costituzione il fiscal compact modificando l’articolo 81 e mettendo una camicia di forza all’Italia.
2) Avete dato l’ok a trattati vergognosi che stanno o stavano per distruggere il nostro made in Italy come il TTIP, il Ceta, Il Mes China, Il trattato per le arance marocchine e per l’ingresso senza dazi dell’olio tunisino. Oltre alle inutili sanzioni alla Russia.
3) Avete importato nel nostro ordinamento direttive oscene come la Bolkestein e il Bail-in
4) E nel 2013 avete rinnovato il Regolamento di Dublino, un trattato che ci costringe a tenere su suolo italiano tutti i migranti che approdano in Italia, senza possibilità di redistribuirli in altri Paesi Eruopei, creando una pentola a pressione che prima o poi esploderà, a causa del busines delle cooperative che vi finanziano la campagna elettorale.
Tutta roba da abolire per noi.
Siete sempre andati in Europa a fare solo foto opportunity e a curarvi gli affari vostri.
Lo ha capito Presidente che la foto di Versailles dell’altro giorno sull’Europa a due velocità - che ritrae lei e i Presidenti di Francia e Germania - servirà solo al volantino della campagna elettorale di Angela Merkel? Lo ha capito che l’Europa a due velocità è solo una trovata della Merkel perché si vota in Germania in autunno e lei sta facendo la comparsa dei suoi spot elettorali?
Che fine ha fatto la legge elettorale. L'avevate promessa in tempi record, poi è scomparsa dai radar, l'avete insabbiata perché non volete più andare a votare.
Ma con quale credibilità vi sedete ancora a quei tavoli? Ormai in Europa vi conoscono e vi considerano alla stregua di faccendieri del potente di turno.
Ma per fortuna la Costituzione è ancora integra, abbiamo fermato il vostro assalto a dicembre mettendola a riparo dalla riforma Renzi-Boschi-Verdini e grazie a quella costituzione e all’elezione diretta di Camera e Senato, i cittadini presto potranno tornare a votare e mandare i propri portavoce in parlamento.
Dopo la caduta del vostro impero, arriverà un nuovo rinascimento di questo Paese e quest’aula sarà composta finalmente da una maggioranza di cittadini liberi che non avrà bisogno di piazzare i propri compari a capo della Consip per favorire gli imprenditori amici negli appalti pubblici, che non avrà bisogno di rimborsi elettorali per dopare la propria forza politica, non avrà bisogno di finanziare le banche perché le banche avevano finanziato le vostre fondazioni.
Ricordatevi dei nostri volti, ricordatevi di questo gruppo che avete ingiuriato, deriso e calunniato per anni, che ha dovuto subire le vostre ghigliottine, le vostre forzature regolamentari, i vostri insabbiamenti di leggi importanti come quella sul reddito di cittadinanza o di una seria legge anticorruzione. Ricordatevi di questo gruppo che vi ha fermato quando volevate mandare Violante alla Corte Costituzionale, o quando volevate punire i comuni italiani che combattevano le slot machine o quando volevate nominare De Luca Commissario della Sanità in Campania o violentare la Costituzione con la modifica dell’articolo 138.
Ricordatevi di questo gruppo, perché dalla prossima legislatura sarà almeno 3 volte più grande e potremo finalmente fare quello che voi per quattro anni non avete mai voluto fare in favore del popolo italiano.
Presidente se vuole lasciare il ricordo di un briciolo di giustizia in questi quattro anni di ingiustizie, dica ai suoi di votare la nostra proposta per abolire le pensioni privilegiate dei parlamentari
E poi, chiuda la porta, spenga la luce e ci faccia andare al voto.



Risultati immagini per una giornata di ivan denisovic



un po di cultura per voi gnorantoni



  Il focolare domestico era sempre ai miei occhi una figura rettorica, buona per incorniciarvi gli affetti più miti e sereni, come il raggio di luna per baciare le chiome bionde; ma sorridevo allorquando sentivo dirmi che il fuoco del camino è quasi un amico. Sembravami in verità un amico troppo necessario, a volte uggioso e dispotico, che a poco a poco avrebbe voluto prendervi per le mani o per i piedi, e tirarvi dentro il suo antro affumicato, per baciarvi alla maniera di Giuda. Non conoscevo il passatempo di stuzzicare la legna, né la voluttà di sentirsi inondare dal riverbero della fiamma; non comprendevo il linguaggio del cepperello che scoppietta dispettoso, o brontola fiammeggiando; non avevo l'occhio assuefatto ai bizzarri disegni delle scintille correnti come lucciole sui tizzoni anneriti, alle fantastiche figure che assume la legna carbonizzandosi, alle mille gradazioni di chiaroscuro della fiamma azzurra e rossa che lambisce quasi timida, accarezza graziosamente, per divampare con sfacciata petulanza. Quando mi fui iniziato ai misteri delle molle e del soffietto, m'innamorai con trasporto della voluttuosa pigrizia del caminetto. Io lascio il mio corpo su quella poltroncina, accanto al fuoco, come vi lascierei un abito, abbandonando alla fiamma la cura di far circolare più caldo il mio sangue e di far battere più rapido il mio cuore; e incaricando le faville fuggenti, che folleggiano come farfalle innamorate, di farmi tenere gli occhi aperti, e di far errare capricciosamente del pari i miei pensieri. Cotesto spettacolo del proprio pensiero che svolazza vagabondo intorno a voi, che vi lascia per correre lontano, e per gettarvi a vostra insaputa quasi dei soffi di dolce e d'amaro in cuore, ha attrattive indefinibili. Col sigaro semispento, cogli occhi socchiusi, le molle fuggendovi dalle dita allentate, vedete l'altra parte di voi andar lontano, percorrere vertiginose distanze: vi par di sentirvi passar per i nervi correnti di atmosfere sconosciute: provate, sorridendo, senza muovere un dito o fare un passo, l'effetto di mille sensazioni che farebbero incanutire i vostri capelli, e solcherebbero di rughe la vostra fronte.
  E in una di coteste peregrinazioni vagabonde dello spirito, la fiamma che scoppiettava, troppo vicina forse, mi fece rivedere un'altra fiamma gigantesca che avevo visto ardere nell'immenso focolare della fattoria del Pino, alle falde dell'Etna. Pioveva, e il vento urlava incollerito; le venti o trenta donne che raccoglievano le olive del podere, facevano fumare le loro vesti bagnate dalla pioggia dinanzi al fuoco; le allegre, quelle che avevano dei soldi in tasca, o quelle che erano innamorate, cantavano; le altre ciarlavano della raccolta delle olive, che era stata cattiva, dei matrimoni della parrocchia, o della pioggia che rubava loro il pane di bocca. La vecchia castalda filava, tanto perché la lucerna appesa alla cappa del focolare non ardesse per nulla; il grosso cane color di lupo allungava il muso sulle zampe verso il fuoco, rizzando le orecchie ad ogni diverso ululato del vento